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Questo
che vi descrivo è il mio modo di arrivare all’accettazione di sé quando
credevo di non riuscirci in nessun altro modo, quello che uso quando non riesco
a “volermi bene”, quando voglio rivoluzionare il mio essere per arrivare ad
un più alto grado di evoluzione personale. La mia intenzione è quella di
aiutarvi a trovare la strada migliore per ognuno di voi
che siete arrivati a leggere fino a questo punto. - La
traccia indicata di seguito è personale- è bene che ognuno scelga
secondo le proprie esigenze il “contratto tra se e il proprio se “.
L’unica raccomandazione che mi sento di fare è di rimanere fedeli al proprio
“contratto” perché solo in questo modo si acquista la fiducia in se stessi.
Se
non ci fidiamo di noi stessi di chi
dobbiamo fidarci?
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Ti chiedi come ritrovare
la pace, quando non riesci ad accettarti per quello che sei… e molto
probabilmente ti senti in colpa per quello che hai fatto…
È difficile, ti
comprendo. Anch’io faccio fatica dopo anni di prove.
Perché è così
complicato per l’essere umano accettarsi e accettare quegli errori per cui
prova vergogna e si sente indegno?
Dopo lunghe riflessioni
la conclusione è: ogni essere umano se
è onesto con se stesso sa da solo quello che è giusto e quello che è
sbagliato e allora capisce che è stato un tradimento verso la sua vera natura.
I sentimenti che si
provano (anche se negativi) sono nobili, perché ci aiutano a far emergere la
nostra parte migliore. E forse sono nuovi, vengono provati per la prima volta.
C’è persino chi si vanta di “bravate” che poi in un futuro più o meno
lontano si riterranno indegne. Da giovane, io ero orgoglioso delle stupidate
fatte insieme agli amici, ci spalleggiavamo e ci sentivamo bene raccontandoci le
bevute o altri episodi che oggi ritengo dannosi, ma era un passaggio da una gioventù dove
avevo poca consapevolezza dei risultati che poi sarebbero arrivati.
Quando è arrivato il
giorno in cui ho provato questi sentimenti di non accettazione di me e di ciò
che facevo, puntualmente e
sottolineo puntualmente il
malessere è stato per me il motore per un cambiamento radicale.
Se i risultati che ho
prodotto fino ad ora sono questi e mi causano questo malessere, ciò significa
che non li accetto, e decido… fermamente di cambiarli, di migliorarmi,
progettando “come voglio essere” e rimanendo fedele alla mia decisione,
perché il progetto sia realizzato praticamente.
Questa presa di coscienza
cambia la mia vita ( parlo al presente perché mi succede ancora), e ogni volta che realizzo un piccolo
pezzetto del progetto, la fiducia in me aumenta e cresce la mia dignità di
essere umano. Lo faccio per me stesso, perché se lo facessi per gli altri,
altro non sarebbe che vanità.
Decido di imparare dal
passato e di progettare il mio
essere futuro
Se la causa del mio
malessere sono i risultati prodotti finora,
mi assumo la responsabilità dei miei atti, ma mi impegno a produrre
altri risultati… come? Progettando come voglio essere in futuro
Decido
come voglio essere io senza mai desiderare come dovrebbero essere gli altri
So che viene da solo, automaticamente il desiderio di come
si dovrebbero comportare le persone con le quali si viene in contatto, ma è un
desiderio praticamente impossibile,
si spendono tante energie con scarsissimi risultati, e se usiamo la rabbia per
tentare di ottenerlo, dopo viene lo sconforto e la frustrazione di non riuscire,
di rimanere vittima,… ma di chi? Solo del nostro desiderio.
Decido
di lasciare a tutti gli altri esseri umani la libertà di comportarsi come
desiderano, anche se sono i miei cari.
Troppe volte la mia critica ha prodotto il conflitto, tante
volte come genitore ho desiderato al posto di mio figlio con quali risultati?
E.. quando poi quando sono stato io oggetto di critica? Anche in questo
caso l’esito è stato solo il conflitto. Di questi risultati ne sono
direttamente responsabile e sono questi risultati che voglio cambiare.
Ricordarmi
che ogni essere umano ha una guida interiore, la coscienza, mi permette di
eliminare la critica e di trattare le persone con
amore e dolcezza,.
Anche se in passato tante volte sono stato l’artefice di
critiche e ho desiderato che gli altri si comportassero secondo le mie
aspettative, oggi sono consapevole che
la critica è il motore che porta al desiderio errato. È
sulla critica agli altri che mi serve di vigilare ATTENTAMENTE, perché
essa determina in maniera automatica il resto del comportamento, come se le
azioni sfuggissero al mio controllo. Ho imparato che basta avvertire un tono di
voce stridulo, una sbuffata, vedere un’alzata di spalle o un altro gesto per
innescare il vecchio comportamento. Ma se non c’è critica questi gesti
rimarranno solo gesti. Ed è proprio in questi casi che voglio imparare ad usare
la gentilezza.
Voglio
ricordarmi che se uso la pazienza, la
dolcezza, la gentilezza, l’amore sto realizzando il mio essere.
L’aspettativa, un altro
dei miei errori del passato. Se mi aspetto un risultato dal mio essere
gentile, dolce – per esempio spero che venga riconosciuto, apprezzato dalla
gente, è di nuovo la vanità a guidare le mie azioni (e la vanità l’ho
sempre pagata cara perdendo il mio
“essere”), perché dietro si nasconde il desiderio di come si dovrebbero
comportare gli altri,. Il desiderio è solo quello di apparire, di compiacermi
nel piaceri effimero delle lodi, e poi, al primo errore riemerge la paura del
giudizio. Se invece, riconosco che sto realizzando il mio progetto, la stima e
la fiducia in me crescono e aumenta il senso di dignità.
- L’amore che fluisce da me verso gli altri è un
sentimento che ha di per se il
potere di generare benessere e felicità.
Voglio
ricordarmi che un rapporto si costruisce giorno per giorno
Come una giovane piantina ha bisogno di cure di essere
annaffiata e protetta dalle erbacce infestanti, il rapporto con gli altri e
soprattutto con il partner va costruito giorno per giorno e la costruzione
riguarda entrambi. Ogni giorno deve essere rinforzato con l’affetto, la
dolcezza, l’amore, altrimenti come
una piantina, si inaridisce e secca. È impensabile
credere di essere subito perfetti, sicuramente si faranno degli errori:
è probabile che ci siano dei punti di vista differenti, è possibile ricadere
nei vecchi comportamenti e produrre conflitti, ma… io so che, se mi accorgo
per primo dell’errore, devo
chiedere immediatamente scusa. Troppe volte.. c’è stato in me l’orgoglio e
il desiderio che fosse l’altro a fare questo passo, ma l’orgoglio è figlio
dell’egoismo, dell’illusione di un guadagno sciocco, pagato con molto
dolore. In qualsiasi rapporto è facile vedere chi costruisce e chi distrugge e
se proprio il rapporto deve finire, voglio avere la coscienza a posto, voglio
aver fatto di tutto per mantenerlo. È dal passato che traggo questo
insegnamento, proprio dai rapporti terminati nonostante abbia percorso tutte le
strade… abbia chiesto scusa per i miei errori… è con il tempo che questa
semina diventa un raccolto fruttuoso: nei rapporti successivi sono stato sempre
meno orgoglioso e la purezza del mio sentimento ha permesso alla fine di
costruire una relazione basata sulla fiducia e la libertà reciproca.
Voglio
ricordarmi che anche il rapporto con me
stesso si costruisce giorno per giorno.
Il progetto di come voglio essere va costruito poco alla
volta. Prima deve essere pensato, poi messo sulla carta (scritto) infine
realizzato in pratica. Come per qualsiasi progetto l’attuazione non è
immediata. Se si vuole progettare la
casa su cui vivere prima è necessario idearla, poi fare il disegno e verificare
se è realizzabile, magari consultando un ingegnere o un architetto; infine si
deve controllare di avere tutto il necessario per la costruzione. Se mancano i
soldi il nostro rimane solo un progetto, almeno per il momento… e se un giorno
si ha tutto ciò che serve per la realizzazione, si costruisce, ma sempre poco
alla volta e se si vuole modificare, prima si pensa, poi si disegna uno schizzo,
poi si perfeziona controllando se è realizzabile e infine si esegue
praticamente la modifica.
Voglio
ricordarmi del risultato di cercare “la colpa” quando c’è un errore
Se ho deciso di
usare il passato come fonte di insegnamento, devo ricordarmi che… quando
ho usato la colpa ho sempre causato un conflitto. Ogni volta che ho
incolpato qualcuno, mi è sempre ritornato il senso di colpa.
Di
fronte all’errore decido semplicemente di correggerlo, senza cercare la colpa,
ma individuando cosa serve per ottenere il risultato desiderato.
“Sbagliando si impara" (recita un vecchio
proverbio). Sbagliando e correggendo si ottengono i risultati
desiderati altrimenti si riproducono gli stessi errori. Decido di cercare cosa
sarebbe servito per produrre un risultato diverso. Quando
provo mentalmente il comportamento che serve, l’emozione mi avvisa
dell’ esattezza confermandolo con la sicurezza, se invece permangono i dubbi
voglio indagare ancora finché non
li avrò risolti.
Decido
di “essere” al posto di “fare”.
Quando si decide cosa si deve fare per raggiungere un
risultato, l’intenzione è ottima, ma devo tener presente che l’azione,
“il fare” eseguita con stati
d’animo diversi, produce risultati differenti, per cui quello che serve per
ottenere risultati in modo rapido sono le qualità dell’essere: la pazienza,
la determinazione, la costanza, la saggezza, etc.
Decido
di sviluppare le qualità dell’essere
Nel mio passato, troppo volte ho ceduto alla pigrizia, alla
procrastinazione (l’arte di spostare a dopo), ho agito con l’impazienza e la
fretta, così facendo ho poi fallito e spesso il fallimento pervadeva il mio
essere.
Voglio
ricordarmi che le qualità dell’essere si sviluppano soltanto utilizzandole.
Una qualità positiva si sviluppa solo utilizzandola al
posto di quella negativa che si vuole lasciare. Per questo voglio sempre
ricordarmi che se uso la stupidità è impossibile sviluppare l’intelligenza.
La sola cosa che sviluppo è ciò che uso e quando sarò soprappensiero,
raramente verranno fuori le qualità che ho smesso di usare.
Decido
di vivere pienamente la vita e
affrontare ogni difficoltà che mi si presenterà.
Voglio
ricordarmi che sono proprio le difficoltà il mezzo migliore per allenarmi a
condizione che scelga di accettarla e vederla come un mezzo di miglioramento.
Come ogni forma di allenamento voglio affrontarla per gradi, altrimenti invece
di migliorare si rischia di peggiorare, di rovinare ciò che si è guadagnato.
Voglio imparare ad usare la gentilezza con chi è impaziente
per poi usarlo anche con chi è scorbutico. Voglio imparare ad usare
l’amore anche con chi mi sembrava antipatico, per poi usarlo con quelli che
credevo fossero dei nemici e poi arrivare ad usarlo mentre i mi stanno
accusando di qualcosa.
Bene…
qualsiasi errore, che prima credevo imperdonabile, con queste intenzioni, con
questo “contratto”,io ritorno a sentirmi un degno essere umano
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